Da pochi giorni è stato pubblicato dalla Commissione europea il calendario degli argomenti del prossimo semestre europeo. Al 7 giugno è stato inserito il punto riguardante «Regulation on plants produced by new genomic techniques» (vedi pag. 10). Finalmente una data di discussione della Commissione su come regolare le piante prodotte attraverso le Nuove tecniche genomiche (NGT), definite in Italia Tecnologie di evoluzione assistita (TEA).
UNA LUNGA STORIA Per ricapitolare, la direttiva europea di rifermento che definisce e regola il rilascio degli «ogm» è la 2001/18. Il 25 luglio 2018 la Corte europea sancisce che sulla base di tale direttiva i prodotti di NGT sono da considerare ogm. Pronunciamento scontato, stante una direttiva che non poteva certo prevedere la scoperta del macchinario biochimico/molecolare Crispr/Cas, premiato con il Nobel alle scienziate Doudna e Charpentier nel 2020. Il 29 aprile 2021 la Commissione pubblica lo studio degli esperti in cui si legge che «la direttiva 2001/18 non è adatta ai prodotti NGT» e quindi necessita di una revisione e aggiunge che «le NGT offrono notevoli opportunità per il raggiungimento degli obiettivi Green Deal e per l’attuazione della politica Farm to Fork ai fini della sostenibilità dei sistemi agricoli». Nell’aprile 2022, la Commissione europea indice una consultazione pubblica per conoscere le posizioni di cittadini e portatori di interesse europei sull’eventualità di una revisione della materia. I risultati sono stati molto positivi: 2.200 contributi, ricevuti da 23 Stati membri e da 28 Paesi non UE, hanno indicato che il 79% dei partecipanti ritiene non adeguata la direttiva 2001/18 per le piante NGT, il 61% è favorevole a un approccio alla valutazione del rischio diverso da quello definito attualmente, e di questi, il 34% ha ritenuto che la valutazione debba avere requisiti adattati alle caratteristiche e al profilo di rischio di una pianta. Quindi, i prossimi passi?
L’iter per rivedere la direttiva 2001/18 necessita di una proposta da parte della DG Sante, responsabile della politica dell’UE in materia di salute e sicurezza alimentare e del monitoraggio dell’attuazione delle relative leggi, proposta che va poi internamente approvata dal collegio dei commissari, discussa in Commissione e quindi eventualmente approvata dal Parlamento europeo. È pensabile che l’elaborazione della proposta sia pronta a breve, corredata dalla serie di approvazioni interne prima del 7 giugno, lasciando sperare in un’approvazione veloce da parte della Commissione europea. I parlamentari italiani in Europa sono da un lato fiduciosi, in quanto la calendarizzazione implica un percorso in atto, dall’altro curiosi di conoscere la proposta per le implicazioni che una revisione complessa e profonda avrebbe sui tempi della votazione in Parlamento, considerando anche possibili effetti a cascata su altri fascicoli. In ogni caso, l’ultima votazione possibile per questa legislatura sarà aprile 2024. Riuscirà L’Europa a normare in tempi veloci i prodotti NGT? In quest’ultimo decennio, gli scienziati italiani ed europei hanno mostrato in molte occasioni il loro impegno a uscire dai laboratori, per comunicare in maniera divulgativa i loro risultati, dialogare costruttivamente con i portatori di interesse e interagire direttamente con i cittadini per coinvolgerli in maniera attiva nei progetti di ricerca. Un esempio per tutti è il programma «Camici e trattori», un percorso formativo ideato dai genetisti agrari italiani insieme agli agricoltori a favore dello sviluppo e della adozione delle TEA in Italia. La ricerca genetica in agricoltura non è antagonista della sostenibilità e anzi è portatrice di tecnologie che non devono essere considerate con sospetto, in quanto svolgono un ruolo essenziale per ottenere quei prototipi vegetali che saranno alla base dell’intensificazione sostenibile. La ricerca continua e continuerà il proprio lavoro inesorabilmente, ma adesso è proprio arrivato il tempo della politica. Io sono fiducioso!
Prof. Mario Pezzotti
Fondazione Edmund Mach - S. Michele all’Adige (Trento) Università di Verona
L'Informatore Agrario, 4/2023