COMUNICATO STAMPA
Ricercatori ed esperti da tutta Europa si sono riuniti ieri a Trento per il workshop scientifico dedicato allo studio della "zanzara coreana", organizzato congiuntamente da Fondazione Edmund Mach, MUSE - Museo delle Scienze, Università di Camerino e Università di Pavia.
L’evento punta a migliorare la conoscenza di questa ulteriore specie invasiva di origine asiatica, simile alla zanzara tigre ma più resistente al freddo, e a definire il rischio epidemiologico legato alla potenziale trasmissione di patogeni, favorendo lo scambio di dati sul campo e la nascita di nuove collaborazioni per gestire una nuova potenziale problematica sanitaria in costante evoluzione.
"Nonostante la rapida espansione, la biologia della zanzara coreana presenta ancora molte incognite - spiegano i ricercatori- . Questo incontro serve a coordinare la sorveglianza e definire le priorità di ricerca al fine di fornire nuovi strumenti di decisione a supporto delle attività di prevenzione da parte della sanità pubblica".
Specie invasiva ormai stabilizzata in diverse regioni europee e climi temperati, Aedes koreicus resta ancora poco studiata rispetto alla più nota zanzara tigre Aedes albopictus. In particolare in Trentino è ormai stabilmente presente in svariati comuni, capoluogo incluso, con un picco dell’attività osservato mediamente tra luglio e settembre.
La Fondazione Mach e il MUSE si occupano da anni del monitoraggio delle zanzare aliene in provincia di Trento, anche in collaborazione con le amministrazioni comunali. La Fondazione supervisiona il tavolo di sorveglianza One Health che coinvolge diversi attori provinciali e conduce esperimenti e analisi atti a individuare i principali ospiti su cui questa specie si ciba e a quantificare come essa risponda a diversi gradienti di temperatura in uno scenario di cambiamento climatico (progetto Europeo MSCA-PF IFTAMED).
(sc e cv)
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